"La libertà costa cara, molto più cara della schiavitù"

Il governo dei “migliori” e la costante ricerca della condiscendenza europea

Il governo dei migliori ha un grosso problema: la necessità e la ricerca di una costante e quanto mai impellente legittimazione internazionale.

A scoperchiare il vaso di Pandora, ci pensa il Ministro e quasi premio nobel di Forza Draghi Renato Brunetta che appena terminato il Consiglio dei ministri non ci ha pensato due volte a dirigersi all’esterno di Palazzo Chigi per consegnare ai giornalisti il solito e personalissimo asserto retorico: “Sull’obbligo vaccinale, siamo i primi in Europa” .

Ma non è un caso isolato. Per settimane le pagine dei nostri quotidiani si sono riempite di comunicazioni e commenti che hanno accompagnato i day after della promulgazione dei nuovi decreti. Tutti trionfanti e dal lessico pomposo, caratterizzati da un comune denominatore: l’esaltazione del “modello italiano“.

E giacché se ne dica, tali affermazioni, che mirano al compiacimento dei burocrati europei, hanno trovato frequenti sponde da Bruxelles e dalle grandi cancellerie europee. Ricorderete la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Layen, in visita all’Università Cattolica di Milano, esaltare i “traguardi” economici – che paiono più in realtà assumere i contorni di un assopimento della debacle dello scorso anno – raggiunti dal nostro Paese.

Tutti contenti. Se non fosse che, mediante il solito e preoccupante scollamento dalla realtà, la truppa di Draghi abbia perso totalmente il focus sull’origine della propria sopravvivenza: gli elettori. Tuttavia è diffusa la convinzione secondo la quale questi ultimi verrebbero relegati ai margini, almeno per il momento, qualora venisse eletto il candidato di centrodestra al Quirinale, Silvio Berlusconi, poiché questo allontanerebbe dalla prospettiva, in via definitiva, il pericolo e lo spettro delle elezioni anticipate. Ossia il momento nel quale l’azione di governo e legislativa si scontrerebbe finalmente con l’approvazione o il diniego da parte dei propri mandanti.

Eppure i mesi passati a crogiolarci e a porre i nostri anatemi a Bruxelles, sbeffeggiando gli anglosassoni, portavoci di un modello emergenziale più garante e meno coercitivo, mediante una stampa abituata ormai alla prassi del tam-tam del terrore di massa, non hanno contribuito ad evitare nuove criticità.

Ed ecco che i nostri governanti, indossati gli occhiali dell’anti-pragmatismo, non hanno esitato a ricatapultarsi nel più grande laboratorio europeo. Oggi il green pass e l’obbligo vaccinale, domani chissà…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.