"La libertà costa cara, molto più cara della schiavitù"

Quando lo Stato sottrae le tasse ma non tutela la proprietà

Secondo Hobbes l’unico strumento per superare “lo stato di natura“, ossia una situazione perenne di insicurezza che si genera dall’assenza di uno stato, era la stipulazione di un contratto, nel quale si eleggeva una figura terza capace di farsi carico e risolvere le dispute tra cittadini. A questo “arbitro” (lo stato) sarebbe inoltre toccato di garantire sicurezza alla popolazione mediante legittimi strumenti coercitivi in cambio di un prelievo o una tassa.

Forse il filosofo inglese non aveva messo in conto che in alcuni casi si possano generare clamorosi cortocircuiti. Cosa fare allorquando lo stato, pur riscuotendo le tasse, non assolve al compito di mantenere l’ordine e tutelare i diritti?

E’ notizia di pochi giorni fa il triste episodio di un anziano signore di 86 anni che, cercando di fare rientro alla propria abitazione, dopo che si era allontanato per sottoporsi a degli accertamenti clinici, si è trovato la serratura sostituita. Con tanto di occupante abusivo al suo interno, una rom, che gli ha impedito l’accesso. E con lei la figlia e il cane.

Niente da fare dunque per lo sciagurato pensionato che, ricoveratosi a casa del fratello, ha cercato comunque di contattare le forze di polizia, impotenti di fronte a quello che non può essere identificato come un furto in corso e quindi non risolvibile mediante un provvedimento di sfratto immediato.

Bisognerà dunque aspettare i lunghi tempi delle aule giudiziarie per permettere all’anziano signore almeno di poter accedere alla propria ex-abitazione per acquisire gli effetti personali e le proprie indispensabili cure medicinali.

Ma il fenomeno delle occupazioni abusive è molto più vasto di quanto si possa pensare. Secondo il Viminale, a Roma gli edifici occupati abusivamente, a luglio 2019 (sono i dati più recenti disponibili), risultano essere 82 per un totale di quasi 11 mila occupanti. Secondo Federcasa, che però fornisce alcuni numeri relativi ai soli alloggi popolari occupati abusivamente, a livello nazionale, questi risultano essere nel 2016 più di 30 mila, di cui i due terzi occupati fin da subito senza averne alcun diritto (per il terzo restante l’illegittimità dell’occupazione è successiva).

E non è lunare ritenere che la situazione sia in peggioramento da quando il governo (Conte 2 prima e Draghi poi) ha istituito e prorogato più volte il “blocco degli sfratti“. Esso, già inserito nel decreto Milleproroghe del febbraio 2021, è stato approvato, con un emendamento che prevede una doppia proroga differenziata a secondo della data del provvedimento di rilascio, vietando così ai proprietari di mettere alla porta gli inquilini coatti, in alcuni casi, fino al 31 di dicembre.

Gli stessi proprietari che, secondo una sentenza della Corte di Cassazione analizzata dal Sole 24 Ore, sebbene non usufruiscano più dei propri immobili, occupati abusivamente, e sebbene questi non producano più reddito, saranno tuttavia costretti a pagare l’Imu, l’imposta sulla casa.

In pratica lo Stato, non tutela, mediante i propri strumenti coercitivi da noi assegnati, il diritto di riconsegnare ai legittimi proprietari i propri immobili, e allo stesso tempo effettua prelievi ai loro danni per finanziare non si sa cosa e con quale legittimità.

Caro Hobbes, che fare dunque quando lo Stato non adempie agli accordi?

I dati (vecchiotti) sulle occupazioni abusive del 2016.

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